Airlie Beach and the cyclone

Ci svegliamo la mattina prestissimo per spostare il van.. Apriamo le tende lentamente e ancora confuse dalla sera precedente.. Ed eccolo lì il foglietto bastardo sul vetro anteriore del nostro mezzo. Fuck, abbiamo preso una multa di $220. Siamo moralmente a pezzi.. Sempre attente a risparmiare e spendere il meno possibile, per 4 ore di sonno in un parcheggio dove abbiamo solamente dormito, prendiamo una multa salatissima. Secondo me potremmo anche contestarla. Come fanno a sapere che stavamo dormendo all’interno? Ma lasciamo perdere e alla multa ci penseremo poi. Il brutto ahimè purtroppo deve ancora venire.. Già la sera prima, parlando con Jhonny, un ragazzo australiano incontrato in barca a vela, veniamo a sapere che un ciclone si sta abbattendo sulla costa nord dell’Australia, proprio nella zona dove siamo dirette noi: Cairns. Al momento la prendiamo un po’ sul ridere ma il giorno dopo, prima di partire alla volta di Cairns, ci mettiamo all’ascolto delle news alla radio e in effetti parlano di un ciclone, che ha forza 4, e che si sta avvicinando alla costa australiana nella zona di Cairns e che il suo impatto con la terra ferma è previsto per il giorno successivo.. Proprio quando noi abbiamo lo Scuba oragnizzato. Chiamiamo l’agenzia che ci ha prenotato il tour e chiediamo informazioni visto le condizioni atmosferiche.. Il tour è infatti stato cancellato. Potrà essere posticipato di qualche giorno, anche se le condizioni dei fondali marini dopo questi eventi non sono il massimo e la visibilità è molto ridotta. Decidiamo di evitare lo Scuba anche perchè in quei giorni un amico ci raggiungerà a Cairns. In aggiunta a queste sfighe incredibili, inizia a gonfiarmisi il labbro come un canotto, quasi come se mi fosse venuta una febbre enorme.. Ma io di febbri sulle labbra non ne ho mai avute. Cosa sarà mai? Sto morendo forse? Vado dal farmacista che mi da una crema che però non sembra serva a nulla. Non bene: scuba annullato, ciclone in arrivo, multa presa, labbro gonfio.

Ma febbre a parte, ora cosa facciamo? Noi dovremmo andare verso nord. Il volo che torna verso Melbourne parte da Carins, che dista circa 600 Km a nord. Ma non è saggio andare a nord se il ciclone sta colpendo proprio quella zona e quindi decidiamo di pernottare ancora ad Airlie beach. DecidiaIMG_0996mo di rimanere ad Airlie Beach altre 2 notti, in attesa che il ciclone passi. Troviamo un campeggio più economico e comodo per uscire la sera: Nomads, dove ci sono anche alcuni dei ragazzi conosciuti sulla barca. E infatti almeno passiamo un po’di tempo insieme a loro.. Jhonny, Charlie e Jo. Ceniamo (cuciniamo pasta e beviamo lambrusco), giochiamo a biliardo, beviamo qualche birra in qualche bar e attendiamo che il ciclone passi. In realtà rimaniamo lì una notte in più, la cui decisione è successiva a una discussione tra me e mia sorella: lei vorrebbe partire subito perchè comunque il ciclone sta scendendo lungo la costa ma ha perso potenza. Io le dico che non so come possa essere un ciclone forza 1 e quindi vado all’ufficio turistico a chiedere informazioni. Mi dicono che andare a nord è impossibile: ci sono allagamenti e strade chiuse e così siamo costrette a rimanere un’altra notte, vedendo fisicamente il ciclone passare di lì. Quando passa noi siamo in un bar, con Stephan, il ragazzo della GOPRO incontrato a Fraser Island: cielo nero, vento forte e pioggia. Il tutto si esaurisce in circa un’oretta. Il giorno dopo finalmente partiamo alla volta di Townsville.

Siamo rimaste più tempo ad Airlie Beach, che a Sydney. Assurdo. Ciclone bastardo, ci ha fatto saltare lo Scuba alla grande barriera corallina.. Mi sale ancora il nervoso se ci ripenso.

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