Mystic Bali

Ci sono diversi modi di vivere l’isola. Chi va a sud, a Kuta, è alla ricerca di surf, spiaggia, ottimi hotel e massaggi da favola per poche rupie. C’è chi invece è alla ricerca della sua natura rigogliosa e i suoi riti religiosi.. Della parte un po’ meno turistica e un po’ più autentica. Alcune zone di Bali sono ancora così, autentiche e lontane dallo sviluppo economico fortemente legato al turismo occidentale. Una delle maggiori attrattive di Ubud, dove pernottiamo, è la sua foresta di macachi, dove turisti incuriositi si recano ad osservare il comportamento di questi mammiferi incredibilmente così simili a noi.. Queste scimmiette dispettose sono ormai fin troppo abituate all’arrivo di turisti che offrono loro banane in quantità pur di faDSC_0398re una foto in loro compagnia. Bisogna stare attenti a questi simpatici animali che, tra una spulciata e un’altra, non perdono tempo a infilare le loro esili mani nello zaino di qualche sprovveduto per rubare oggetti di ogni sorta. Anch’io vengo sorpresa da un macaco che mi osserva mentre chiudo lo zaino e che, insospettito e incuriosito, si avvicina con l’intento di appropriarsi di qualche mio avere. Nonostante l’orda di turisti, passeggiare tra questi simpatici animali è un’esperienza molto piacevole.

A Bali ogni villaggio ha un proprio pura puseh (il tempio delle origini), un pura desa (il tempio del villaggio) e il pura dalem (il tempio dei defunti). Si trovano templi ovunque: sulle pendici dei vulcani, sulle scogliere, sulle spiagge, nel bel mezzo della foresta. Inoltre ogni casa balinese ha proprio piccolo tempio, uno spazio dedicato alle divinità e alle preghiere. I balinesi, infatti, hanno un forte attaccamento religioso e riti e cerimonie occupano una parte importante della loro vita, scandendo i ritmi delle loro giornate. E’ facilissimo trovare donne e uomini agghindati con gli abiti da festa e le mani occupate da offerte da portare al tempio, dove rimangono a pregare con la famiglia. I riti a cui si può assistere sono molteplici e non facilmente comprensibili, ma da ciò che siamo riusciti a cogliere anche grazie alle spiegazioni di una guida, è che i diversi colori che si vedono sventolare sulle costruzioni sacre, si riferiscono alle diverse divinità, che a loro volta si rifanno ai diversi momenti della vita dell’uomo. I templi si trovano solitamente in zone paesaggisticamente mozzafiato come ad esempio il Pura Ulun Danu Bratan o il Pura Besakih, il tempio madre, costruito sulle pendici dell’inquietante vulcano Agung.
DSC_0285L’entrata a quest’ultimo tempio, che a parer mio è uno tra i più belli, è obbligatorio con guida, e il cui compenso dipende solo dai suoi ospiti. La nostra guida è piuttosto giovane e ha due figli che incontriamo strada facendo:  la figlia un po’ più grandicella cerca di venderci cartoline chiedendoci in italiano “comprare cartoline?” mentre il bambino, dalle guanciotte paffute, indossa una piccola maglietta blu con il tricolore sul braccio e il nome di Balotelli sulla schiena.

Più che un tempio è un vero e proprio complesso, fatto di diversi tempietti. La sua visita è piuttosto lunga ma anche molto affascinante e spirituale. E’ facile incontrare fedeli in preghiera o in lunghe processioni. Benché il fatto di essere obbligati a prendere una guida inizialmente mi infastidisca parecchio, ammetto che la sua presenza e la sua spiegazione risultino fondamentali per capire più profondamente il pensiero e la religione balinese. La nostra guida è molto preparata e disponibile oltre ad essere una persona piuttosto colta: conosce bene la propria gente ma sembra conoscere altrettanto bene la cultura dei suoi visitatori. Vestita nel tipico sarong, camiciola bianca e turbante in testa, porta il figliuolo sulle proprie spalle. Alla nostra domanda: “ci sono animali pericolosi sull’isola?” la sua risposta è diretta “sì. L’uomo”.

Non lontano da questo DSC_0269posto incantevole, dove venditori ambulanti fin dalla tenera età proveranno a vendervi qualsiasi cosa, dai fiori per le offerte ai sarong colorati, è possibile ammirare un’altra meraviglia naturale: il vulcano Batur, il vulcano più attivo dell’isola, le cui eruzioni sono ancora visibili sul suolo della bella isola. Circondato da una vegetazione rigogliosa e da un lago dalle limpide acque, la sua scalata è possibile in un paio di ore. Noi ci limitiamo ad ammirare la sua maestosità da Kintamani.

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