Tempo di templi

Svegliarsi con il cielo azzurro, circondata da risaie verdeggianti e dal suono seppur poco soave delle anatre che si aggirano per i campi, mi dà una sensazione di profonda pace. La colazione della struttura dove alloggiamo è abbondante e solitamente ci basta per tirare fino quasi a sera. Come ogni mattina, con estrema puntualità, il nostro Komang ci aspetta pazientemente nel parcheggio dell’hotel. L’itinerario del giorno lo decidiamo insieme: noi scegliamo i templi da visitare, lui decide le fermate interessanti lungo il tragitto. I templi che visitiamo in questi giorni sono magnifici, ognuno presenta una propria peculiarità: l’Ulun Danu Bratan sorge sulle rive di un piccolo lago impreziosito di ninfee che ancora devono fiorire. La cornice all’interno della quale è dipinto questo santuario è magnifica: lambito dalle acque, circondato dalle montagne. DSC_0424La sensazione che provo è ancora quella di pace. Ci imbattiamo in una lunga processione e una solenne celebrazione. Tutti sono vestiti a festa: gli uomini indossano una camicia bianca in lino e un turbante bianco in testa, le donne portano degli abiti in pizzo dai colori particolarmente accesi. Come al solito trasportano le proprie offerte in cestini di vimini posizionate sulle proprie teste. Noi invece indossiamo indumenti occidentali in aggiunta al nostro sarong, che ci permette l’ingresso al tempio. Qui incontriamo un gruppo di turisti indonesiani coi quali discorriamo di religione e di Papa Francesco. Al loro cospetto sembriamo particolarmente alti (notare che io sono solo 1.63m) e bianchi.. Siamo talmente diversi e loro sono così curiosi ed entusiasti di averci conosciuto, che ci chiedono di fare foto di gruppo con loro: confesso di sentirmi la Julia Roberts della situazione.

Il Pura Tanah Lot è un altro tempio, arroccato sulla sommità di uDSC_0062na scogliera che scende a picco sulle onde battenti. Prima di salire sulle sue rocce ci consigliano di metterci in coda per avere una vera e propria benedizione indù, a seguito della quale ci troviamo la testa bagnata e dei chicchi di riso sulla fronte. In realtà è solo un modo per attirare i turisti e farsi fare un’offerta… Altro che benedizione indù! Ammirare il tempio al tramonto è un’esperienza indimenticabile.

DSC_0175L’ultimo tempio che visitiamo è il Tirta Empul, non lontano da Ubud. Uno dei templi più suggestivi visti sull’isola. Anche lui immerso in una verdeggiante e incontaminata natura, è un angolo di pace ed equilibrio.. E’ un insieme di colori brillanti, acqua sacra che scorre, preghiere che giungono all’orecchio. E’ un luogo speciale per i suoi abitanti che con le mani giunte, si rivolgono agli dei e con l’acqua del tempio si liberano dai propri peccati.

La sua visita, come quella di tutti i luoghi sacri visitati, è a pagamento.

La nostra parte di richieste si esaurisce qui. E’ Komang che ora prende in mano la situazione e ci porta alla scoperta di un paio di posti imperdibili.. Uno di questi è la coltivazione di caffè Luwak. Questo caffè è uno dei più costosi al mondo:  è un tipo di caffè prodotto con le bacche, ingerite, parzialmente digerite e defecate dallo zibetto comune delle palme, un simpatico animaletto peloso somigliante a un furetto. I semi di caffè sono raccolti dagli escrementi degli animali selvatici.. Quest’insolito e raro processo estrattivo ha determinato ben presto  un aumento del suo prezzo, ed è per questo motivo che nel sud-est asiatico sono sorti allevamenti intensivi di zibetti tenuti in gabbia in batteria e alimentati forzatamente. Le loro condizioni sono spesso pessime purtroppo.DSC_0247

E’ Ayu, una ragazza giovanissima, un po’ paffutella, dal sorriso contagioso, che ci precede nella dimostrazione della piantagione di caffè, immersa in una vallata dalle molteplici sfumature verdeggianti. Ancora una volta, si respirano un senso di pace e serenità distanti anni luce dal mondo frenetico in cui viviamo. Qui i sensi sembrano riposare finalmente, appagati. Non vorrei più alzarmi dal tavolo, vorrei che i discorsi con Ayu non finissero così presto. Degustiamo il famoso caffè e tante altre varietà di tè, tutti davvero eccezionali per poi ripercorrere a ritroso le strade che ci portano nella bella Ubud.

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