Templi a parte…

Il secondo luogo dove ci conduce il nostro piccolo ometto, sono le cascate di Gigit, nemmeno nominate nella mia Lonely Planet: dopo una camminata immersi nella natura attraversando piccolissimi villaggi dove vivono poche e povere famiglie, si arriva a queste meraviglie naturali. Impressionante la massa d’acqua che cade dall’alto e sotto la quale gente in costume fa il bagno. L’altezza della cascata principale non è esagerata, ma è il contesto in cui siamo che la rende particolarmente affascinante.. Camminiamo tra le rocce, affiancando la pozza d’acqua fredda creata dalla cascata, nel bel mezzo della foresta: l’umidità è altissima, i fitti alberi che ci sovrastano permettono a malapena alla luce di filtrare e ogni tanto si sente il verso di qualche animale in lontananza: ancora una volta si prova una sensazione di profonda pace. Anche qui troviamo riferimenti alla religione.. Piccoli tempietti ricoperti di fiori.

Immancabile se si visita Bali, è una visita alle sue risaie e il suo sistema di irrigazione chiamato subak che risale al XVIII secolo: le Tegalalang rice terrace. Semplicemente WOW. Il panorama che si presenta ai nostri occhi è meraviglioso.. Decidiamo di camminare e perderci tra questa rigogliosa natura, tra palme, acqua e riso. Purtroppo però l’afflusso di turisti in questa zona è incredibile: enormi bus sono parcheggiati ai lati delle strade in attesa che i propri clienti rientrino dalla loro passeggiata. Troppi turisti. Bali è un paradiso in terra ma ahimè gli occidentali se ne sono accorti.. DSC_0545Il turismo di massa è arrivato. La zona di Kuta, pur bella che sia, è già molto occidentale: bar, ristoranti, discoteche, resort 5 stelle. Quanto ci vorrà perché l’isola si trasformi completamente? Tra 10 anni Bali non sarà più l’isola che ho visto. Parliamoci chiaro, non è che io sia contro il turismo. Ma il turismo porta inevitabilmente ricchezza, e la ricchezza, se non gestita bene, può portare a grossi cambiamenti, soprattutto nella mentalità delle persone.

Alla zona più turistica di Bali decidiamo di dedicare una giornata: la prima tappa, dopo tanto vagabondare alla ricerca di templi ed esperienze mistiche, è la spiaggia di Nusa Dua, di cui una parte è completamente riservata ai lettini e gli ombrelloni di resort 5 stelle. La parte di spiaggia agibile a tutti è stretta ed essendoci il mare grosso, per il momento è anche impraticabile. Come tanti, ci mettiamo al riparo dal sole sotto degli alberi a poca distanza dal mare. Pranziamo in uno dei piccoli baretti a poca distanza dalla battigia divertendoci a sfamare scoiattoli che non hanno nessun timore ad avvicinarsi a noi. Lasciata la fin troppo calda Nusa Dua, ci dirigiamo verso Jimbaran, una piccola località costiera famosa per i suoi ristorantini a lume di candela sulla spiaggia. DSC_0626Il litorale qui è davvero ampio ma al momento non si vedono turisti: solo un grosso traffico nel piccolo e buio mercato dove l’odore del pesce è particolarmente forte. Il mare è costellato da una distesa di barche colorate intenzionate a raccogliere dalle acque le prelibate prede fresche da vendere ad affamati visitatori stranieri.

Ed infine eccoci a Kuta, dove arriviamo giusti giusti per assistere a un tramonto da favola. La spiaggia, nonostante sia popolata da soli turisti che con birra in mano rimangono in attesa di ammirare il sole cadere nel mare, è una vera e propria meraviglia: è ampia e permette a tutti di assistere allo spettacolo del cielo che lentamente si dipinge di colori rosati. Di Kuta, a parte la sua spiaggia, non vediamo altro e sinceramente non ci interessa nemmeno. Ciò che invece ci interessa (o meglio, mi interessa) è lo spettacolo della danza barong che si tiene all’Ubud Palace. La danza è accompagnata dal suono di strumenti musicali mai visti prima e mette in scena la lotta tra il bene e il male. Ballerine e ballerini si alternano sul palco a un lento ritmo di musica e muovono scrupolosamente mani e piedi in piccolissimi e a volte impercettibili gesti. Il mio compagno di viaggio non è molto rapito da questa rappresentazione che è tutto sommato singolare.

L’ultima notte a Bali ci regala un’emozione forte: al rientro in camera troviamo un geko grande almeno 15 cm nel nostro bagno. Sappiamo che è un animale assolutamente innocuo ma devo ammettere che fa un po’ impressione e si muove da un muro all’altro alla velocità della luce. Dobbiamo utilizzare il bagno ma lui non sembra al momento intenzionato a lasciarci procedere. Non sapendo cosa fare decidiamo di chiamare qualcuno che con questi simpatici animali ha più esperienza di noi.. facciamo perciò intervenire un addetto della reception dell’hotel che provvede a far uscire il nostro ospite da una piccola finestrella. Tutto è bene ciò che finisce bene. Possiamo farci la doccia, preparare la valigia per la ripartenza e dormire quelle poche ore che ci separano dal prossimo volo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...