Il mio viaggio in Asia: thoughts

Iniziamo col dire che adoro l’Asia, e più la visito, più me ne innamoro.

Il viaggio che ho deciso di fare attraverso tre paesi culturalmente e socialmente diversi mi ha dato modo di accostare tre realtà tra loro piuttosto differenti: la prima, Singapore, sembra una città finta, fin troppo perfetta e curata, dove tutto funziona alla perfezione e niente è lasciato al caso: sembra un set cinematografico, dove tutto è estremamente pulito, dove è vietato baciarsi in pubblico o bere e mangiare sui mezzi di trasporto pubblico. Singapura è una città calda e con un altissimo grado di umidità, alla quale gli abitanti cercano di sfuggire rifugiandosi nei numerosi centri commerciali fin troppo climatizzati. Lo shopping rappresenta lo svago principale di molti dei suoi facoltosi abitanti provenienti da qualsiasi parte del mondo: un mix multiculturale evidente, dove tuttavia etnie e razze diverse sembrano vivere in totale armonia e rispetto reciproco. I suoi alti palazzi riflettenti circondano l’ampia baia diventata ormai attrazione turistica imperdibile.

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A pochissime ore di aereo ci si può imbattere in una realtà estremamente diversa, fatta di povertà e stenti, l’Indonesia. Bali è l’isola indonesiana più conosciuta, un vero e proprio gioiellino immerso nell’Oceano Indiano; un gioiellino ahimè scoperto anche dal turismo di massa che, se non limitato, rischia di compromettere la bellezza e l’autenticità di questo posto. Il sud dell’isola è infatti preso d’assalto da turisti occidentali pronti a far festa: la sua costa sud è per la maggior parte costellata da locali, hotel di lusso, discoteche. I balinesi si sono abituati alla presenza dello straniero che porta ricchezza e si comportano di conseguenza: cercano di fregarti, di venderti qualsiasi cosa: a volte, ammetto, è davvero fastidioso. Ma questa non è che una conseguenza del cattivo modo di fare turismo che abbiamo importato su quest’isola. Tuttavia, se si guarda oltre, al suo interno, alle sue parti più inesplorate, allora è possibile intravedere una Bali più autentica, fatta di riti e cerimonie religiose, di piantagioni di caffè, di posti incantati dove assistere a tramonti mozzafiato. A differenza di Singapore dove il ritmo della vita di ciascuno è scandito dall’orologio, a Bali il tempo sembra essersi fermato: non c’è stress, non si corre. A Bali si cammina e anche lentamente… Ci si perde ad ammirare le verdissime risaie a terrazza o i surfisti che al tramonto ancora tentano di affrontare le onde. Bali è un’isola carica di spiritualità e religione: non è raro imbattersi in una cerimonia in uno dei tanti templi costruiti sull’isola.

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Il terzo paese, la Malesia, è a uno sputo di distanza dalla elegante Singapore. L’elemento comune che ho riscontrato in entrambi i paesi è la multiculturalità: anche la penisola Malese, essendo stata terreno di battaglia tra diversi imperi coloniali e una terra di commerci, è caratterizzata da una popolazione mista: cinesi, inglesi, indiani; ma anche qui questa mistione etnica e culturale non sembra essere un problema. La Malesia è un paese musulmano e non lo si può non notare: i vagoni delle metropolitane sono a volte divise a seconda del sesso, le donne portano il velo, i minareti fanno sentire il proprio richiamo ai fedeli. Eppure ci sono anche donne “occidentali” che indossano pantaloncini corti o che portano il rossetto rosso sulle labbra: non sembra esserci risentimento verso di loro. Lo sviluppo che stanno vivendo è molto evidente soprattutto nelle metropoli: a Kuala Lumpur le Petronas Tower stanno a simboleggiare questa ormai avviata tendenza. Lo sviluppo offre molto ma a volte toglie anche molto: nelle città i grattacieli la fanno ormai da padroni. Della vecchia città, dove è possibile ammirare l’architettura tipica malese, non rimangono che piccoli quartieri o villaggi detti Kampung che sembrano resistere strenuamente, almeno per il momento, alla sprezzante modernizzazione verso la quale sta correndo l’intero paese.

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Un viaggio questo, che mi ha fatto riflettere sul turismo di massa, su questa corsa pazza verso la modernizzazione, sulla convivenza etnica e religiosa. Ho scoperto le storie di tre paesi diversi e ho conosciuto le sue stupende persone.

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